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Convegno sulla sanità promosso dall’MCL di Foggia

Presentazione del convegno
Il Movimento Cristiano Lavoratori con i suoi servizi, il Patronato SIAS ed il CAF, in occasione del quarantennale della fondazione del MCL, con la partecipazione e collaborazione della ASL della Provincia di Foggia, provider dell'evento, ha organizzato il III Convegno Forum Sanità avente per:
obiettivi:
- portare a cambiamenti nella pratica clinica;
- promuovere la crescita di una cultura della salute più attenta e vicina al paziente ed agli operatori;
- contribuire indirettamente a una diminuzione dei costi e delle prestazioni;
- favorire la destinazione di risorse su interventi tesi a sviluppare organizzazioni e strutture      sanitarie sicure ed efficienti;
- approfondire gli aspetti giuridici delle problematiche sanitarie
destinatari:
- tutto il personale sanitario e SAPT del SSN;
- avvocati;

 
Il Convegno si pone l'obiettivo, attraverso un approccio multidisciplinare, di fornire agli operatori sanitari  e del diritto, gli strumenti tecnici e le metodologie per una valutazione complessiva della gestione del rischio connesso alla pratica clinica, in funzione della qualità assistenziale e, quindi, per la migliore tutela del cittadino il cui diritto alla salute è un bene costituzionalmente protetto.
Destinatari dell'iniziativa sono, innanzitutto, i dirigenti medici ed infermieristici, ma anche tutti quei professionisti, anche non di area medica, che, a diverso titolo (uffici di staff e tecnostrutture responsabili delle aree di governo clinico, qualità, accreditamento, direttori di dipartimento, area, programma speciale, direttori di distretto, direttori di struttura semplice o complessa, avvocati) sono coinvolti nella pianificazione, organizzazione, erogazione e valutazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie, con particolare riferimento alla  qualità dei servizi. La proposta formativa, pertanto, per l'indiscussa autorevolezza di tutti i relatori rilevabile dai titoli posseduti dagli stessi e dalla profonda conoscenza dei temi trattati, offre un contributo allo sviluppo di sistemi di miglioramento della qualità che passano attraverso la responsabilità delle  organizzazioni sanitarie, la trasparenza e la creazione di un ambiente organizzativo che sviluppi la costruzione delle condizioni cliniche ed organizzative finalizzate a permettere un’ attenzione sistematica e continuativa alla qualità dell'assistenza.
Le infezioni ospedaliere rappresentano un rilevante problema clinico – ambientale che vede coinvolti a vario titolo gli operatori, medici e non, gli amministratori delle Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende ospedaliere e soprattutto la persona assistita assumendo l’infezione stessa, sempre più frequentemente, il potenziale aspetto del danno ingiusto da cui discende il crescente interesse medico legale per i risvolti di carattere penalistico, civilistico, e contabili nei confronti degli operatori (medici, infermieri, tecnici di laboratorio,etc) ed amministratori.
Sono da ricomprendere inoltre nell’ambito delle infezioni ospedaliere anche le infezioni contratte dal personale sanitario nell’ assistenza ai malati.
Hanno assunto negli ultimi tempi rilevanza nazionale le infezioni da TBC, come nei casi dei bambini infettati da una infermiera.
Le infezioni ospedaliere, spesso sottovalutate, rappresentano una delle principali cause di morte e sono responsabili di un considerevole aumento dei costi per il servizio sanitario poiché determinano un incremento della durata della degenza in ospedale per il paziente.
Uno studio condotto dall’organizzazione mondiale della sanità in 55 ospedali e in 14 diverse nazioni, anche europee, ha mostrato che l’ 8,7% dei pazienti ricoverati presentava un’infezione ospedaliera.
Secondo i dati più aggiornati del Ministero della salute italiana, nel nostro Paese il numero di infezioni ospedaliere presenta un’incidenza media tra il 4,5% ed il 7% dei ricoveri.
Ciò si traduce in circa 400.000 – 700.000 casi per anno, con una mortalità dell’ 1,6.
Il Convegno si propone, quindi, di rendere operativa in tutte le strutture sanitarie, l’attuazione di un sistema di prevenzione e sorveglianza delle infezioni ospedaliere che coinvolge tutte le figure professionali.
Le infezioni ospedaliere costituiscono una sfida importante ed un obiettivo prioritario sia per la comunità scientifica che per il Servizio Sanitario Nazionale comportando, come evidenziato, plurime implicazioni di indole terapeutica, economica, etico – deontologica oltre che di responsabilità. Come hanno rilevato nel loro studio “su difesa speciale” i prof.ri A. Bonelli e G. Digiasi, l’insorgenza della patologia infettiva è causa di ulteriori sofferenze per i pazienti ed i loro familiari, oltre che di prolungamento dei tempi di degenza con conseguenti costi sul SSN e con negative ricadute nella collettività con implicazioni economico sociali determinate dalle invalidità permanenti e dall’incremento delle inabilità al lavoro che può conseguirne.
I dati emergenti dalla letteratura mondiale dimostrano che è possibile, soprattutto attraverso scrupolose misure precauzionali e collettiva presa di coscienza del fenomeno, prevenire le infezioni ospedaliere, intervenendo sulla qualità assistenziale del sistema sanitario, riducendo le infezioni ospedaliere, potenzialmente prevedibili, del 30% circa di quelle insorte.
Quindi la prevenzione costituisce il momento fondamentale per evitare che eventi negativi possano verificarsi e ridurre al minimo il numero di pazienti interessati dalle infezioni ospedaliere.
In questa ottica va sottolineato che sono essenziali interventi di carattere organizzativo che comprendono la sorveglianza ed il controllo, nonché il rispetto di taluni criteri architettonici da soddisfare sia nella costruzione di nuove strutture ospedaliere sia nella ristrutturazione di quelle esistenti, in modo dal ridurre le contaminazioni, facilitare la disinfezione e costituire zone filtro nei percorsi effettuati sia dai materiali che dai pazienti, in ottemperanza a quanto previsto dalla normativa nazionale anche in tema di predeterminazione dei requisiti minimi strutturali per l’esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private (art. 8 ter comma 3 e D.Lgs 902/92; L 15/03/97 n. 59 DPR 14 gennaio 1997, DPCM 1° settembre 2000, DPCM 20 gennaio 2000) e sia dalla normativa europea (15/09/2000) la quale sancisce una serie di regole che attengono all’organizzazione ed al coordinamento di processi aziendali, ormai agevolmente applicabili anche nell’ambito sanitario.
E’ necessario sottolineare che si sono ormai consolidate linee guida e precauzioni standard, che saranno illustrate nel corso del Convegno, le quali rappresentano fondamentali ed ineludibili indicazioni clinico – scientifiche, che sostanziano comportamenti idonei alla prevenzione delle infezioni ospedaliere.
In questo contesto si inserisce la responsabilità professionale e contabile degli operatori e quella oggettiva delle strutture sanitarie con le connesse ripercussioni medico-legali e giurisprudenziali, incentrate nel riconoscimento del nesso di causalità tra condotta e l’evento, più specificatamente, trattandosi di prevenzione delle infezioni ospedaliere, sulla valutazione di eventuali condotte di tipo omissivo in ambito preventivo e cioè se “il fatto danno” si sarebbe ugualmente verificato, pur a fronte di un comportamento diverso, invece omesso per negligenza, imprudenza ed imperizia.
In sintesi, come può facilmente rilevarsi il Convegno si propone l’obiettivo di dare attraverso l’excursus medico-legale degli autorevoli relatori un contributo per evitare l’insorgenza delle patologie infettive con ricadute sulla collettività, complicazioni economico-sociali correlate alle invalidità permanenti ed all’incremento delle inabilità al lavoro, ed ai notevolissimi costi per il SSN.
Si propone, altresì, considerati i tempi di ristrettezze economiche che attraversa l’Italia, un altro ambizioso obiettivo e cioè quello di evitare, con i risparmi che si conseguirebbero attraverso una scrupolosa osservanza dei protocolli medici, il taglio delle risorse al SSN, puntando, anche attraverso ulteriore utilizzo di risorse umane, a specifici corsi di formazione alla “qualità” dell’assistenza.

      Ing. Attilio Manfrini             Avv. Mario Carrescia
Il Direttore Generale Asl Fg     Il Presidente MCL-SIAS PROV.LE

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